La stretta sugli immobili “fantasma” dell’Agenzia del Territorio per contrastare  l’elusione fiscale in un approfondimento de “Il Messaggero – CASA”. 

La circolare 7/2011 dell’Agenzia del Territorio definisce le modalità di aggiornamento delle banche dati relative agli immobili in seguito all’attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati al catasto, e vieta a coloro che hanno ricevuto un avviso di accertamento su un immobile sconosciuto alle autorità di trasferirlo senza aver prima calcolato la sua rendita definitiva.
L’impatto del provvedimento riguarda gli oltre 2,2 milioni di terreni in Italia all’interno dei quali sorgono fabbricati non dichiarati: nel periodo compreso fra l’attribuzione della rendita presunta e quella definitiva non è possibile effettuare compravendite o donazioni di questi immobili, in quanto non è possibile rilasciare la relativa dichiarazione di conformità oggettiva. Inoltre, in caso di lasciti da parenti deceduti, se nell’attivo ereditario sono compresi immobili non dichiarati, e per i quali è stata iscritta al catasto la rendita presunta, è preferibile procedere alla regolarizzazione completa prima di presentare la dichiarazione di successione.
L’obiettivo principale è contrastare l’elusione fiscale. Per le case “fantasma” risulta così impossibile rilasciare la dichiarazione della conformità delle “carte” con lo stato di fatto degli immobili. Per le unità immobiliari derivate da fabbricati mai dichiarati, infatti, non si procede all’aggiornamento cartografico e non sono redatti i relativi elaborati grafici, venendo così a mancare l’elemento principale di raffronto: la planimetria depositata al catasto.

 

 

Leggi ulteriori dettagli sull'argomento