La rilevanza della componente immobiliare nell’economia nazionale è stata affrontata dal DEF sotto vari aspetti riconducibili a:
  1. Scenario tendenziale del comparto;
  2. Interventi fiscali sulla riqualificazione energetica degli edifici;
  3. Prevenzione del rischio sismico, dell’instabilità idrogeologica e messa in sicurezza delle scuole;
  4. Dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico.

Lo scenario che viene tracciato ci parla di una prosecuzione nel percorso di espansione delle compravendite immobiliari, in particolare per quelle residenziali, con i prezzi delle abitazioni lievemente cresciuti su base annua nel IV trimestre 2016, per la prima volta dopo cinque anni. Il settore inoltre dovrebbe dare maggiori segnali di ripresa nel corso del 2017, anche alla luce della progressiva accelerazione degli investimenti pubblici.

Evidenti sono gli effetti prodotti dalle misure introdotte negli ultimi anni in tema di interventi per la riduzione delle emissioni, quali le detrazioni fiscali al 65% degli interventi di riqualificazione energetica degli immobili privati (Ecobonus) che saranno prorogati e potenziati.

Alla prevenzione del rischio sismico, dell’instabilità idrogeologica e messa in sicurezza delle scuole è dedicato un intero capitolo del DEF. Le misure di sostegno per il recupero delle aree colpite dai recenti sismi vanno pertanto accompagnate da un intervento straordinario destinato a superare la vulnerabilità del territorio nazionale a fronte della frequenza di tali eventi. Pertanto, oltre alle spese una tantum dovute alla catastrofe, nella scorsa legge di Bilancio sono stati aumentati gli incentivi fiscali per gli interventi di prevenzione e adeguamento sismico, rivolti principalmente alle abitazioni private. In particolare è prevista una detrazione pari al 50% delle spese di manutenzione di edifici destinati a residenza primaria, abitazioni secondarie, condomini e attività produttive nelle aree a rischio sismico. Nel loro insieme, i maggiori incentivi fiscali per gli interventi antisismici, e le misure di investimento pubblico indicate, comportano un onere per il 2017 vicino allo 0,18% del PIL.

All’interno del DEF non ha trovato posto, invece, la riforma del catasto. Era di fatto poco probabile che un provvedimento già abortito nel biennio 2013-2014 potesse essere riproposto in modo incisivo dal Governo in una fase così delicata del suo percorso. Nel recente Workshop Ambrosetti tenutosi a Cernobbio, il vice Ministro dell’Economia Morando ha spiegato, infatti, che quella del catasto è una riforma che “va promessa in campagna elettorale e andrà realizzata nel primo anno di governo per dimostrare che non ci sarà aumento della pressione fiscale”.

Ripreso in varie parti del documento, infine, il tema della dismissione del patrimonio immobiliare (e di quote di aziende pubbliche) che produrranno proventi pari allo 0,3%del PIL.

 

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